Chi siamo

Pierre Trattoria Sartoriale

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nostra storia

Luca è la vera anima della Trattoria sartoriale.
Un progetto diverso da tutti gli altri, qualcosa di autentico e diretto, senza troppi vincoli e fronzoli. Ma allo stesso tempo misterioso e astratto, folle ed estroso, un po’ come il suo alter-ego!

Così nasce e prende vita Pierre!
Partendo da uno storico e rinomato ristorante di pesce lo trasforma e lo veste di una nuova immagine: ispirazione agli anni 20, dettagli in stile liberty, cucina che affaccia alla sala per accogliere e scambiare due parole con gli ospiti e nuovi colori caldi che creano subito a primo impatto un aria di casa, accogliente e “moderna”.
Si definisce cosi: “vogliamo essere un locale alla mano e provare ad andare incontro alle esigenze di ognuno; per tutti quelli che non hanno pregiudizi e vogliono passare momenti piacevoli e rilassanti, sentendosi in qualche modo a casa di amici o a casa dello chef!”.

Chef

Luca Tartaglia

Sono nato a Cittadella ormai 35 anni fa, ma ne avevo appena 12 quando ho deciso che nella vita sarei stato un cuoco. All’epoca ero affascinato da ciò che riuscivo a sbirciare nelle cucine dei ristoranti che frequentavo, ed è per questo che ho deciso di iscrivermi all’istituto alberghiero di Castelfranco Veneto.
A 16 anni c’è la prima tappa importante per per la mia carriera: la stagione estiva a fianco di Riccardo Camanini, all’hotel Villa Fiordaliso. È grazie a questa esperienza che ho iniziato a capire ed apprezzare la cura per i dettagli, appassionandomi alla precisione e al rigore “militaresco” che caratterizzano un certo tipo di ristorazione.
Dopo il diploma ho iniziato a lavorare con Davide Filipetto a Storie d’amore ma il “paesino” iniziava a starmi sempre più stretto. È stato allora che ho iniziato a viaggiare.
Prima a Trento con Alfio Ghezzi, poi in Europa con il Bocuse d’Or: li mi sono reso conto di quanto fosse importante conoscere le lingue e fare esperienze di vita in giro per il mondo.
Ho deciso quindi di partire per Londra, sia per imparare l’inglese, sia per l’importante scelta che offre la città. Il mio obiettivo era uno: i grandi chef e la Francia.
Dopo aver provato varie cucine, finalmente è arrivata l’e-mail che aspettavo da La Gavroche. Ho trascorso lì un anno e mezzo di duro lavoro, imparando a padroneggiare le cotture e le basi autentiche della classica cucina francese della vecchia generazione, in tutte le sue sfumature.
A quel punto mi sentivo pronto per realizzare un altro mio sogno: andare in Francia e immergermi completamente nella cultura, nella lingua e nei costumi d’oltralpe. Sono quindi partito per Parigi, dove rimasi incantato come mai dalla bravura e dalla classe di uno chef: lui era Pascal Barbot e possedeva un’idea di cucina che si avvicinava sempre di più alla mia. Fu amore a prima vista, anche se ovviamente non mancarono le difficoltà. Guardandomi indietro posso affermare con certezza che Pascal è stata la figura professionale che mi ha dato di più, lasciandomi qualcosa non solo dal punto di vista tecnico e professionale ma anche umano.
Dopo tre anni al suo fianco e numerose esperienze di viaggi e stage – dall’Asia alla Danimarca, passando per il Tickets di Barcellona e la cucina gipponese di Okuda – ho capito che era giunto il momento di incamminarmi per la mia strada.
Ho così colto l’occasione di seguire l’apertura e la gestione di Zanze XVI a Venezia, enormemente affascinato dal progetto e dalla città. Dopo quasi due anni di gioie e frustrazioni, ho deciso di interrompere la collaborazione.
Dopo le numerose lusinghe di Antonio Guida, dell’hotel Mandarin Oriental di Milano, sono approdato al ristorante Seta in veste di chef di cucina; ben presto, però, ho realizzato che la libertà che cercavo non sarebbe mai arrivata veramente.
Metabolizzando gli insegnamenti dei miei vecchi chef ho realizzato il fatto che, per poter avere la libertà che sognavo, dovevo avviare un progetto mio.

Pierre è nato così!
Se sono arrivato fin qui è grazie all’aiuto di persone preziose, che hanno creduto in me, sostenendomi e dandomi la possibilità di essere lo chef libero che sognavo di diventare.

Pierre Trattoria

Sartoriale

Un luogo dove sentirsi sempre a casa, dove poter passare momenti piacevoli, conviviali e rilassanti.
Pierre è una trattoria perché è un luogo alla mano, dove vivere momenti piacevoli e rilassati in stile pienamente italiano. L’intento infatti è di far vivere l’Italia, con i meravigliosi prodotti che offre e i suoi piccoli produttori e artigianali che meritano di essere valorizzati.
Una trattoria che abbiamo definito sartoriale perche i piatti dei nostri menù vengono “cuciti su misura”, punto dopo punto, ingrediente dopo ingrediente, facendoli combaciare e rendendoli armoniosi tra di loro per le esigenze di ogni nostro ospite che viene a trovarci.
La riteniamo contemporanea perché tutto questo è trasportato ai giorni nostri, con le nostre abitudini, esigenze e metodi, mettendo d’ accordo tutte le generazioni.

Chi è Pierre?!?

L’alter ego di ognuno di noi!

Luca crede che infondo ognuno di noi ha “un altro io” dentro di sé!
L’alter ego che si identifica con Pierre e che ci portiamo dentro: la nostra parte più profonda, la parte incosciente, più irrazionale e istintiva, che si sente diversa e che ha voglia di rompere gli schemi ma non sempre può farlo né vuole rivelarsi!
Pierre è colui che ha dato la spinta per aprire le porte di questa trattoria e ha fatto vivere questo progetto.
Pierre è un nome che rappresenta un’anima, che ho identificato in una trattoria. Semplice, vera e italiana, ma con un occhio che guarda alla Francia!
Pierre è anche colui che mi ha aiutato a realizzare questo progetto, supportandomi e sopportandomi sotto tutti i punti di vista!