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pierre trattoria sartoriale

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nostra storia

Luca Tartaglia e Nicolò De Pol sono le vere anime della Trattoria sartoriale.
Conosciutisi a Venezia, da subito nasce una perfetta alchimia che li spinge a spostarsi e ad avviare insieme un progetto tutto loro.
Un progetto diverso da tutti gli altri, qualcosa di vero e diretto, senza troppi vincoli e fronzoli, un po’ come il loro alter ego!
Così nasce Pierre!
Partendo da uno storico e rinomato ristorante di pesce lo trasformano e lo vestono di una nuova immagine: ispirazione agli anni 20, dettagli in stile liberty, cucina che affaccia alla sala per accogliere e scambiare due parole con gli ospiti e nuovi colori caldi che creano subito a primo impatto un aria di casa, accogliente e “moderna”. Si definiscono cosi: “vogliamo essere un locale alla mano, per tutti quelli che vogliono passare momenti piacevoli e rilassanti, sentendosi in qualche modo a casa di amici”

Chef

luca tartaglia

Sono nato a Cittadella ormai 30 anni fa, ma ne avevo appena 12 quando ho deciso che nella vita sarei stato un cuoco. All’epoca ero affascinato da ciò che riuscivo a sbirciare nelle cucine dei ristoranti che frequentavo, ed è per questo che ho deciso di iscrivermi all’istituto alberghiero di Castelfranco Veneto.
Già lì è nato il mio amore per la Francia, grazie ad una docente che parlava di Marchesi e Bocuse; questo sentimento si è trasformato ben presto in un grande sogno che ero determinato a raggiungere.
A 16 anni c’è la prima tappa importante per per la mia carriera: la stagione estiva a fianco di Riccardo Camanini, all’hotel Villa Fiordaliso. È grazie a questa esperienza che ho iniziato a capire ed apprezzare la cura per i dettagli, appassionandomi alla precisione e al rigore “militaresco” che caratterizzano un certo tipo di ristorazione. Ho deciso che dovevo entrare in quel mondo a tutti i costi: con grande determinazione ho iniziato il mio percorso per raggiungere la crescita professionale, passando attraverso una gavetta piena di soddisfazioni ma anche di grandi difficoltà.

Dopo il diploma ho iniziato a lavorare, con entusiasmo, con Davide Filipetto a Storie d’amore; il “paesino”, però, iniziava a starmi sempre più stretto. È stato allora che ho iniziato a viaggiare. Prima a Trento con Alfio Ghezzi, poi in Europa con il Bocuse d’Or; mi sono reso conto di quanto fosse importante conoscere le lingue e fare esperienze di vita in giro per il mondo. Ho deciso di partire per Londra, sia per imparare bene l’inglese sia per l’importante scelta che offre la città. Il mio obiettivo era sempre lo stesso: i grandi chef, la Francia.
Dopo aver provato varie cucine, finalmente è arrivata l’e-mail che aspettavo da La Gavroche. Ho trascorso lì un anno e mezzo di duro lavoro, imparando a padroneggiare le cotture e le basi autentiche della classica cucina francese della vecchia generazione, in tutte le sue sfumature.

A quel punto mi sentivo pronto per realizzare il mio sogno: andare in Francia e immergermi completamente nella cultura, nella lingua e nei costumi d’oltralpe. Sono quindi partito per Parigi, dove rimasi incantato come mai prima dalla bravura e dalla classe di uno chef. Lui era Pascal Barbot e possedeva un’idea di cucina che si avvicinava sempre di più alla mia. 

Mi ero imposto che avrei lavorato per lui, a qualunque costo, anche se lui aveva una brigata composta solo da tre persone stipendiate. Tralascio tutta la storia su come sono riuscito a convincerlo, che è molto simile ad un film d’avventura. Basti sapere che ho lavorato più di un anno gratis!

Nell’attesa, ero deciso a rimanere in quella città magica ed incredibilmente romantica. Ho seguito quindi l’apertura dell’hotel Plaza Athenee per monsieur Ducasse, dove il gruppo puntava alle tre stelle fin da subito. Ho assecondato una cucina e un metodo mai condivisi realmente, ma dopo qualche mese sono stato ripagato dalla chiamata tanto attesa di Pascal, che aveva un posto per me.
Fu amore a prima vista, anche se ovviamente non mancarono le difficoltà. Guardandomi indietro posso affermare con certezza che Pascal è stata la figura professionale che mi ha dato di più, lasciandomi qualcosa non solo dal punto di vista tecnico e professionale ma anche umanamente.

Dopo tre anni al suo fianco e numerose esperienze di viaggi e stage – dall’Asia alla Danimarca, passando per il tickets di Barcellona e la cucina gipponese di Okuda – ho capito che era giunto il momento di incamminarmi per la mia strada.
Ho così colto l’occasione di seguire l’apertura e la gestione di Zanze XVI a Venezia, enormemente affascinato dal progetto e dalla città. Dopo quasi due anni di gioie e frustrazioni, ho deciso di interrompere la collaborazione.

Dopo le numerose lusinghe di Antonio Guida, dell’hotel Mandarin Oriental di Milano, sono approdato al ristorante in veste di chef di cucina; ben presto, però, ho realizzato che la libertà che cercavo non sarebbe mai arrivata veramente.

Metabolizzando gli insegnamenti dei miei vecchi chef ho realizzato il fatto che, per poter avere la libertà che sognavo, dovevo avviare un mio progetto.
Pierre è nato così.
Se sono arrivato fin qui è grazie all’aiuto di persone preziose, che hanno creduto in me sostenendomi e dandomi la possibilità di essere lo chef libero che sognavo di diventare.

Maître

nicolò de pol

Nato a Treviso nell’86, ho frequentato l’alberghiero Massimo Alberini.

Alcuni stage in Italia, tra cui il Dolada, ed un paio di Francia, mi hanno spinto ad intraprendere la strada della pasticceria. Dopo un periodo presso Il Basilisco a Treviso di Diego Tomasi, ho provato a raggiungere Londra. Ahimè, il clima poco soleggiato e l’ambiente di lavoro per niente serio, mi hanno spinto verso casa. Così ho colto l’occasione a Venezia presso il ristorante Met, Metropole Hotel con Corrado Fasolato. Grande maestro, ho appreso moltissimo grazie ai suoi insegnamenti. Dopo 3 anni decisi di lasciare la ristorazione per avvicinarmi al mondo del cioccolato. Materia di cui sono ghiotto da sempre, che possiede una magia difficilmente raggiunta da altri prodotti. 4 anni dopo, ecco il rientro in cucina al Vinaria a Venezia con Serghei Hachi e poi Robert Tonial.

Inaspettatamente vengo contattato da Nicola Dinato (ristorante Feva a Castelfranco) per l’apertura di un nuovo ristorante sempre a Venezia, Zanze XVI. Non più in cucina ma in sala. Un cambio che non avevo mai preso in considerazione. Esperienza felice da cui molto ho potuto apprendere grazie ai molti professionisti che vi giravano.

Dopo quasi 4 anni ecco che arriva una nuova sfida inaspettata, che dire, siamo pronti!